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UnknownFONETOGRAFIA : Questo esame è utilizzato molto per inquadrare i cantanti nell’esatto registro vocale. Molti dei problematiche della voce dei cantanti nascono dall’assegnare un registro vocale sbagliato esempio un mezzosoprano a soprano o un baritono da basso. La metodica rappresenta graficamente e misura l’intensità minima e massima di emissione vocale alle diverse frequenze, dalle più gravi alle più acute. È dunque una rappresentazione dell’entità del campo vocale del soggetto. In ascisse è riportata la frequenza ed in ordinata l’intensità; il grafico risultante (Fonetogramma) è essenzialmente costituito da due linee: la cosiddetta «curva dei piani» che rappresenta l’estensione vocale alle più deboli intensità,  e la «curva dei forti» che indica l’estensione alle intensità più elevate. Operativamente, ad esempio mediante una tastiera sonora, viene prodotto un suono che il soggetto deve riprodurre alla massima e minima intensità; se l’altezza del vocalizzo eseguito corrisponde a quella richiesta dall’esaminatore, l’intensità rilevata con un fonometro, posizionato a 30 cm dalla bocca, è riportata sul grafico in corrispondenza della frequenza fondamentale emessa. Una tale modalità può essere lunga e laboriosa, poiché richiede da parte dell’esaminando e dell’esaminatore un «orecchio musicale». Queste difficoltà sono attualmente superabili con metodi informatici che utilizzano softwares che consentono la rilevazione del campo vocale anche in soggetti «stonati», richiedendo l’esecuzione alla massima e alla minima intensità di una scala musicale o di una «sirena», che dalla nota più grave arriva fino a quella più acuta.

MDVP e Vocaligramma
images-5Il segnale vocale è un suono complesso quasi periodico, presenta cioè, anche se prodotto con la massima stazionarietà e da un soggetto normofonico, variazioni del Periodo Fondamentale e dell’Ampiezza, a breve e/o a lungo termine.
Le modificazioni casuali a breve termine (microperturbazioni) del Periodo Fon- damentale, e quindi della fo, sono definite come jitter, mentre quelle dell’Ampiezza come shimmer.
Le variazioni regolari delle stesse caratteristiche del segnale a lungo termine (più o meno periodiche) costituiscono al contrario le così dette modulazioni di Fre- quenza ed Ampiezza (tremori di Frequenza ed Ampiezza) e di esse è calcolabile sia la frequenza che la profondità 15.
Oltre a questi parametri è stato poi introdotto anche il rapporto fra energia ar- monica e disarmonica (HNR: Harmonic to Noise Ratio) o il suo «inverso» (NHR: Noise to Harmonic Ratio), la quantificazione della diplofonia semplice o multipla, la misurazione delle interruzioni momentanee o irregolari dell’emissione.
Il software MDVP (Multi-Dimensional Voice Program), supportato dal sistema CSL, con frequenza di campionamento di 25000 o 50000 Hz di una emissione, per default, di tre secondi (in genere una [a]), calcola tutti questi parametri offrendo nel contempo rappresentazioni grafiche originali.
L’algoritmo di calcolo del jitter e shimmer effettua una media delle differenze di durata o ampiezza di periodi successivi adiacenti; il risultato può essere espresso in valore assoluto (jitter in μs: Jita, shimmer in dB: ShdB) o in percentuale (%) di- videndo rispettivamente i valori assoluti per il valore medio del Periodo Fondamen- tale e dell’Ampiezza (Jitt e Shim nel sistema MDVP). Altri parametri che esplora- no le stesse caratteristiche sono ottenuti mediante sotto-medie di periodi adiacenti (3, 5, 11 o altri valori definibili dall’utente), e ciò al fine di ridurre l’errore dovuto ad inadeguata estrazione del Periodo Fondamentale. Ne derivano, in percentuale, i parametri RAP (Perturbazione Relativa Media: Relative Average Perturbation), PPQ (Quoziente di Perturbazione di fo: Pitch Period Perturbation Quotient), sPPQ (Quoziente Mediato di Perturbazione di fo: Smoothed Pitch Period Perturbation Quotient) per il jitter, ed i parametri APQ (Quoziente di Perturbazione di Ampiez- za: Amplitude Perturbation Quotient), sAPQ (Quoziente Mediato di Perturbazione di Ampiezza: Smoothed Amplitude Perturbation Quotient) per il shimmer.
Le modulazioni di Frequenza ed Ampiezza, nelle loro caratteristiche di fre- quenza ed ampiezza (o profondità), sono espresse, per la frequenza (in Hz), dai pa- rametri Fftr (Frequenza del tremore della Fo: Fo – Tremor Frequency) e Fatr (Fre- quenza del tremore in ampiezza: Amplitude Tremor Frequency) e, per la profondità (in %), dai parametri FTRI (Indice di profondità del tremore in frequenza: Fre-

L’esame spettroacustico della voce 159
quency Tremor Intensity Index) ed ATRI (Indice di profondità del tremore in am- piezza: Amplitude Tremor Intensity Index).
Le variazioni percentuali complessive a breve ed a lungo termine, casuali o re- golari, sono rilevate per la frequenza dal parametro vFo (Variazione di Fo: Funda- mental Frequency Variation) e per l’ampiezza da vAm (Variazione di Ampiezza di Picco: Peak Amplitude Variation), calcolate rispettivamente dal rapporto fra la de- viazione standard ed il valore medio della fo e dell’Ampiezza.

I bilanci energetici spettrali in diversi range frequenziali sono espressi, in valo- re assoluto, mediante i parametri:
NHR (Rapporto Rumore-Armoniche: Noise to Harmonic Ratio): rapporto medio di energia fra le componenti disarmoniche (rumore) nella banda 1500- 4500 Hz e le componenti armoniche nella banda 70-4500 Hz.
VTI (Indice di Turbolenza: Voice Turbulence Index): rapporto medio fra le componenti di energia spettrale disarmonica (di rumore) nella banda 2800- 5800 Hz e le componenti di energia spettrale armonica nella banda 70-4500 Hz. Il parametro dovrebbe essere altamente correlato con la turbolenza se- condaria ad incompleta o lenta adduzione delle corde vocali, cioè con la voce definita «soffiata».
SPI (Indice di Fonazione Sommessa: Soft Phonation Index): rapporto medio fra l’energia spettrale armonica nella banda 70-1600 Hz, e l’energia spettrale armonica nella banda 1600-4500 Hz. Questo parametro non è una misura del livello di rumore, ma piuttosto della struttura armonica dello spettro.
I rimanenti parametri sono relativi alla obbiettivazione della diplofonia (DSH in % o grado di diplofonia: Degree of sub-harmonic components, ed NSH in valore as- soluto o numero di segmenti diplofonici: Number of Sub-Harmonic Segments), del- le interruzioni momentanee della sonorità (DVB in % o grado di rotture della sono- rità: Degree of Voice Breaks, ed NVB in numero assoluto o numero di rotture della sonorità: Number of Voice Breaks), e degli arresti irregolari della sonorità (DUV in % o grado di sordità: Degree of Voiceless, ed NUV in numero assoluto o numero di segmenti sordi: Number of Unvoiced Segments). Il valore normativo di questi è per definizione uguale a zero in quanto una voce normale sostenuta non dovrebbe ave- re zone di interruzione né segmenti diplofonici.
L’MDVP fornisce due videate grafiche di cui una consente di valutare «a vista» i valori parametrici in soglia o che eccedono la normalità, costituendo per l’otorino- foniatra quello che l’audiogramma è per l’audiologo, ed a ben ragione è dunque de- finito «vocaligramma» .